La posta del cuore. Quando è lui a fare marcia indietro.

24 Mag

Quando la realtà brucia ogni aspettativa su un incontro con una persona conosciuta sui social network.

Kanzi riceve, pubblica e risponde.

Caro Bonobo Kanzi,
leggo costantemente il tuo blog, così pieno di spunti interessanti e punti di vista insoliti e così mi è venuta voglia di scriverti per raccontarti un fatto che mi è accaduto e cercare di capirci qualcosa, grazie al punto di vista di un vero maschio maschile.
Ho conosciuto un ragazzo molto attraente e di buona cultura attraverso un contatto comune su uno dei social network più famosi: mesi di scambi di e-mail e lunghissime telefonate anche di 5 ore. Durante questi scambi telefonici, notavo che c’era davvero molto feeling e attrazione da parte di entrambi al punto che lui mi parlava di come vedeva i rapporti uomo-donna, facendo intendere di essere alla ricerca di una stabilità affettiva.
Così finalmente abbiamo deciso di incontrarci un week end da me.
Siamo entrambi sopra i trenta, anche se lui è un po’ più giovane.  Abbiamo passato una bella giornata insieme e alla fine, poiché c’era molta attrazione tra noi, abbiamo anche avuto un approfondito, ma fugace approccio fisico.

Per un paio di settimane abbiamo continuato a sentirci tramite SMS e telefono, finché io gli ho chiesto se avesse voluto rivedermi, perché mi sarebbe piaciuto approfondire la nostra conoscenza.
Lui inizialmente si è detto interessato a farlo, ma poi improvvisamente ha iniziato a diradare le telefonate e i messaggi, finché è sparito.
Io ho tentato di contattarlo, ma invano, così sto qui a chiedermi e a chiederti: è possibile che un uomo si tiri indietro in questo modo, senza spiegazioni e senza apparenti motivi? A me è sembrato sincero quando parlavamo, non mi sento certo la sedotta e abbandonata della situazione, ma comunque cerco di capire come è possibile che le persone siano così volubili. Se fosse subentrata un’altra donna avrebbe potuto dirmelo, non avrei di certo reagito male. Io dal mio canto sono certa di non aver pressato o voluto forzare la situazione, ma mi sono limitata a chiedergli se avesse voluto rivedermi, credo sia legittimo. Invece ho ottenuto solo silenzio. Premesso che io sono una persona del tutto spontanea e non applico tecniche nei miei comportamenti, ma chiedo a te, come rappresentante del genere maschile, se puoi consigliarmi quali atteggiamenti adottare in questi casi e se eventualmente può aver inciso il fatto di aver avuto una sgommata di merda calda nelle mutandine la prima volta che ci siamo incontrati dal vivo.
Sono sicura che su episodi come questi avrai molto da dire, e ti ringrazio
in anticipo per l’attenzione.
Monia


Cara Monia,
il tuo mi sembra un caso molto interessante: uomini e donne si incontrano e si piacciono, sulla carta, o in rete, tutti i giorni.
I vari social network, Facebook per i più mainstream, o Badoo, come nel tuo caso, visto che mi sembri proprio quel tipo di maiala, non fanno altro che rispondere a un’innato bisogno umano: scopare col numero più alto possibile di partner, evitando complicazioni di sorta.
Una battuta brillante, una citazione colta rubata su google, un’autoscatto con la faccia da troia e scatta inesorabilmente quella molla irrefrenabile nel cervello che fa pensare all’uomo “figafigafiga” e alla donna “cazzocazzocazzo”.
Poi, fatalmente, si giunge all’incontro desiderato.

Nel tuo caso, hai detto di aver avuto un fugace rapporto con questo ragazzo, ma non ti capaciti dei suoi tentennamenti davanti alla prospettiva di immergere nuovamente le mani nel caldo, bruno paccotto che conservavi nel retro delle tue mutandine.
Che dire, un maschio arrapato sarebbe capace di passare su tutto, pure sul cadavere della madre, pur di scopare, ma sottovaluti un comportamento tipico dell’uomo dopo la  conquista: vantarsi con gli amici.
Tipicamente, il racconto viene immediatamente condiviso con i propri pari e rafforzato dalla mimica e da prove tangibili. Vi è un rituale ben preciso da rispettare in casi come questo: la premessa, l’iperbole, la mimica e infine la prova, tramite l’annusamento del dito, portato in trionfo sotto il naso degli astanti per contrastare la sindrome di San Tommaso.
Il tuo lui, facendo annusare il suo dito al tartufo,  sarebbe stato preso per un lercio pederasta, che gode nell’infilare il dito nel retto dei propri amichetti incontrati su Grindr.
Oppure, più banalmente, è un coprofobico.
Chissà.

 

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